Impariamo a leggere l’etichetta dei cosmetici

Di questi tempi si parla sempre di cosmetici naturali ed ecobio ma come facciamo a capire se un prodotto è davvero buono per la nostra pelle o è solo una strategia di marketing?

Ma soprattutto quando acquistiamo un prodotto quante volte ci soffermiamo sul packaging e sulla marca piuttosto che leggere attentamente l’etichetta?

E’ importante sapere cosa ci spalmiamo!

 

L’Inci

Parliamo di International Nomenclature of Cosmetic Ingredients – INCI, l’elenco degli ingredienti contenuti in un prodotto, che le case cosmetiche sono obbligate a riportare sulla confezione.

 

Due precisazioni a riguardo:

 

1) gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente: al primo posto si indica l’ingrediente contenuto in percentuale più alta, e a seguire gli altri, fino a quello contenuto in percentuale più bassa. I coloranti (sigla C.I.) e le profumazioni sono sempre gli ultimi nella lista.

2) solo le sostanze vegetali sono espresse con il loro nome botanico latino ( “borado officinalis seed oil” ) , mentre quelle che hanno subito un processo chimico sono indicate in inglese (“sodium laureth sulfate”).

 

Lista degli ingredienti nocivi

La lista di questi ingredienti contiene migliaia di voci ma per facilità (di comprensione e di memorizzazione) si possono distinguere in macro categorie.

Vediamo in dettaglio queste categorie:

 

Derivati del petrolio

1) paraffinum liquidum, propylene glycol, petrolatum, vaselina, isopropyl.

Utilizzati come emulsionanti o solubilizzanti. Ottenuti attraverso l’etossilazione, il che comporta notevoli rischi tra i quali la possibilità che durante questo processo si sviluppino sostanze cancerogene. Possono inolte causare depigmentazione epidermica e, limitando la traspirazione della pelle, sono altamente comedonici.

 

2) carbomer assieme a radici quali crosspolymer o acrylate(s) o styrene o copolymer o nylon.

3) PEG e  PPG Polyethylene glycol e Propylene glygol (contengono minime tracce di diossano e ossido di etilene).

 

Siliconi

Riconoscibili dai suffissi: “-one” o “-xane” (dimethicone, trimethicone, cyclopentasiloxane, ecc).

Usati nella cosmetica tradizionale come additivi. Formano sulla pelle o sui capelli un film invisibile che dà una momentanea e illusoria sensazione di morbidezza e idratazione (ma non idratano assolutamente!!).

Sono dannosi perché non lasciano traspirare la pelle, causando l’insorgere di brufoli e facendola invecchiare più in fretta. Finchè si usano va tutto apparentemente bene, ma appena si sospendono la pelle si rivela arida e disidratata.

 

Conservanti

1) DMDM hydantoin, imidazolidinyl urea, diazolidinyl urea, formaldheyde, sodium  hydroxymethylglycinate, chlorexidine: rilascio di formaldeide.

2) quasi tutte le sostanze terminanti in -paraben, ad esempio: methylparaben (reazioni allergiche) propyparaben (sospetto cancerogeno).

3) BHA (Butilidrossianisolo) e BHT : cancerogeni e possono agire negativamente sul sistema endocrino.

4) 2-bromo-2-nitropropane-1, 3-diol, 5-bromo-5-nitro1, 3-dioxane, methyldibromo glutaronitrile: conservanti che possono dare nitrosammine cancerogene.

 

Battericidi

Clorexidina e il Triclosan: spesso usati nella preparazione di dentifrici, colluttori, deodoranti e detergenti. Sostanze sospette di essere causa di tumore al seno.

 

Tensioattivi aggressivi

Sodium Lauryl Sulfate (SLS) e Sodium Laureth Sulfate (SLES).

I tensioattivi svolgono un’azione lavante. Se sono aggressivi (come il SLS e il SLES) durante il lavaggio possono rimuovere non solo lo sporco ma anche il film idroacidolipidico.

I lavaggi troppo drastici spesso innescano un circolo vizioso: su alcune parti del corpo provocano secchezza e screpolature rendendo indispensabile l’uso delle creme, su altre parti, come per esempio il cuoio capelluto, lo sgrassaggio eccessivo provoca per reazione una iperproduzione di sebo, portando al fenomeno dei capelli grassi e spingendo a lavaggi sempre più frequenti.

 

 

MEA, DEA, TEA e MIPA

Monoetanolammina, Dietanolammina, Trietanolammina e monoisopropilammina.

Creano il rischio di formazione di nitrosamine cancerogene.

 

Cos’è dannoso per l’Ecosistema?(oltre a quanto sopra citato)

1) trimonium e i -dimonium (tossici per gli organismi acquatici e poco biodegradabili), come anche i glicol (solvente petrolifero).

2) EDTA (es. tetrasodium EDTA): poco biodegradabile, per cui solubilizza i metalli pesanti inquinando le acque e avvelenando i pesci.

 

Se siete vegetariani/vegani, vi interesserà anche quanto segue:

Gli ingredienti ricavati da animali morti spesso utilizzati nella cosmesi tradizionale, sono invece assolutamente banditi in quella Bio.

Si possono nascondere in molti ingredienti ad esempio il Sodium tallowate (ricavato da grasso animale), oppure Collagen, Elastin, Keratin, Squalene (ricavato dal fegato degli squali), Ostrea (ostrica), il colorante C.I. 75470 (ricavato dalla cocciniglia).

Sono banditi anche il midollo e la placenta animali.

 

 

Non vi spaventate per questa lunga lista, alla fine gli ingredienti più comuni, soprattutto per quanto riguarda le creme, sono i petrolati e i siliconi, e questi sono facili da individuare!

 

La nostra esperta di fiducia: Giovanna.

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